Carissimo Ugo,
adesso, come a Tupone, pure a me esce il PIPPONE (e fa anche
rima). Non conosco molti reduci sessantottini anche se non ne ho
particolare antipatia. Ci siamo visti qualche giorno fa io,
Giovanni Corsanego, Flavio, Nunzio e Marco Aurelio e ho avuto
varie sensazioni, tranne che quella di reduce. Al di là di ogni
considerazione su commemorazioni, celebrazioni, feste, ricchi
premi e cotillon è stato molto bello e ne è davvero valsa la
pena. Ci siamo riabbracciati (con Giovanni erano veramente quasi
venticinque anni, come lo sarebbero con te se ci vedessimo oggi)
abbiamo raccontato dei ricordi, parlando anche un po’ di Mimmo,
niente di speciale. Come suggerisci tu, eravamo davanti a una
birra. Ci sono due aspetti rimarchevoli, per quanto mi riguarda.
Il primo è che con tanti conoscenti o anche amici, come i
compagni delle superiori, quando ti incontri ti accorgi spesso
che non hai più niente da dire, e ti senti quella inevitabile
sensazione di imbarazzo che ti fa voler scappare il più presto
possibile, il più lontano possibile. In questo caso, e lo avevo
già verificato in questi anni, questo non è assolutamente vero.
Avevamo tanto da dire, da raccontare, da parlare e il tempo è
volato e sarebbero state necessarie ore e ore ancora, e comunque
non sarebbero bastate a dire tutto. Il secondo è che ho rivisto
in tutti, in un modo o nell’altro, quella tensione ideale che ci
ha unito in quell’occasione, che a suo tempo ci ha fatto
scegliere l’un l'altro, persino quelli a cui oggi piace Renzi
che in confronto l’odiato Craxi di un tempo sarebbe un
extraparlamentare di estrema sinistra. E’ stato bello vedere che
in qualche modo, almeno mi sembra, nessuno era un reduce, perché
ciascuno a suo modo cercava ancora di portarsi dietro, con tutti
i vincoli che sappiamo, i valori che ci avevano spinto a
impiegare una parte importante della nostra vita a fare qualcosa
che ci sembrava significativo. Quei valori li portavamo dentro
di noi ma il riconoscerli l’uno nell’altro, il discuterli, il
viverli, in quella occasione, li ha orientati, li ha
strutturati, li ha amplificati. In fondo continuare a portare
nel presente, dentro di sé e nelle cose che facciamo tutti i
giorni, il ricordo di quei valori è la cosa più importante.
Vedere che anche per altri è lo stesso è un vero toccasana. Fa
capire che è giusto domandarsi ogni volta se si fa la scelta
giusta e non necessariamente quella più conveniente e dà una
spinta ad agire di conseguenza. Ridà voglia di dare un’esempio
ai nostri figli, a tutti quelli in cui riconosciamo un principio
ideale. E, perché no, fa venire la voglia di combattere quelli
che questi principi li hanno persi o non li hanno mai avuti.
Perlomeno per me, che non ho la fortuna di frequentare un mondo
lavorativo molto ideale, questo è stato e continua ad essere
molto importante. Per me vale e varrà sempre la pena di vedersi
in qualunque contesto in cui tutto questo, questo che ho detto,
continua a venire fuori.
In modo rocambolesco per me, che ormai come altri sto sempre
fuori, la prima settimana di febbraio potrei essere a Roma e, se
è così, spero di vedervi tutti.
Un abbraccio
Daniele
Sembriamo reduci sessantottini, di cui non
ho alcuna simpatia. Magari una birra tra vecchi amici
sarebbe più salutare.
From:
patrick.maurelli@uniroma1.it
Date: Tue, 20 Jan 2015 18:26:15 +0100
To:
aula2@tupone.it
Subject: Re: [Aula2] R: locandina vintage
un uuuuuomo di
un'astuzzzia ferina, di una intelllligggenza, di una
kapacità unica!!
un uuuuomo con due p...... cosssssì.
un vero testa di c........
:-)))
Il 20/01/2015 16.50, Giovanni Corsanego ha scritto:
Gli
cantiamo Forza Aurelio? : !
Governo,
Misiti (Mpa) senza pudore: “Berlusconi mi
faccia ministro e passo al Pdl”

”
Mi faccia Ministro, anche
sottosegretario può andare. Se non
gli garba mi nomini delegato di governo, ad
esempio per l’alta velocità da Salerno a
Palermo, ma
prima
si presenti con i soldi: 20
miliardi di euro per i fondi Fas tolti al Sud
e passo con lui”. Il deputato dell’Mpa, ex Idv
e prima ancora ex Pci, Aurelio Misiti, in una
intervista al ‘Corriere della Sera’ si mette
pubblicamente in vendita.
Per il 75enne originario di
Melicucco (RC), Berlusconi
fa bene a ”corteggiarlo”. ”Io vado a
progetto e vado con chi accetta”,
confessa. E poi qual è la novità? ”Mpa era
alleato con il Pdl e lì deve tornare” perché
”o si continua con Berlusconi o l’Italia è
rovinata”.
Da settimane Misiti lavora per
portare i colleghi di partito nel sempre
accogliente alveo del governo. Sulla sfiducia
al ministro Sandro Bondi, ad esempio, non ha
seguito le indicazioni del suo leader Raffaele
Lombardo e oggi,
quando in Aula arriverà il caso Ruby,
potrebbe nuovamente schierarsi con la
maggioranza. “Ogni voto su Berlusconi è
diventato una fiducia. Se l’Mpa
lancerà un diktat contro la richiesta di
rinviare le carte alla Procura di Milano –
avverte il nuovo ‘responsabile’ – noi voteremo
col Pdl”. Il ‘noi’ non è un plurale maiestatis, ma sta per noi
dell’Mpa che “rischia di dividersi al suo
interno, alcuni di noi potrebbero non votare a
titolo personale. D’altronde, anche Fini e
Casini sono sempre stati contrari ad
autorizzare le richieste della magistratura”.
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ing. Patrick Maurelli
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