PER LA LIBERTA' D'INFORMAZIONE, PER LE LIBERTA' COSTITUZIONALI
Il
tentativo di imporre la legge bavaglio all'informazione è stato per la
seconda volta fermato. Si trattava di un tentativo ancor più insidioso
di quelli precedenti, perchè parte di un più generale attacco ai diritti
fondamentali. Lo dimostra l'articolo 8 della manovra economica che
stravolge il diritto del lavoro e le sue garanzie costituzionali. Lo
conferma la ripresa dell'aggressione al diritto fondamentale
all'autodeterminazione attraverso la legge sul testamento biologico in
discussione al Senato.
Sarebbe sbagliato, tuttavia, ritenere che l'accantonamento del disegno di legge sulle intercettazioni sia solo il frutto dei dissensi all'interno della maggioranza. Senza la rinnovata mobilitazione dell'opinione pubblica, senza l'annunciata disobbedienza civile a norme censorie, senza la rivolta della Rete, la maggioranza avrebbe potuto far andare avanti quella legge come se si trattasse di una vicenda di ordinaria amministrazione.
E' indispensabile, allora, mantenere vive l'attenzione e la comune mobilitazione, anche per confermare l'importanza della lotta per i diritti e per scongiurare la ripresa dell'iniziativa per il momento bloccata.
All'appello contro la legge bavaglio sulle intercettazioni lanciato da Liberta' e Partecipazione hanno aderito quasi 350.000 persone, gruppi, sindacati e associazioni. Sul sito hanno aderito oltre 240.000 mila persone. I restanti "ci hanno messo la faccia su Facebook."