ciao amici e amiche-
I crimini informatici si susseguono e io faccio fatica a stargli dietro. Mentre non tutti gli "incidenti di sicurezza" meritano di essere raccontati per informare l'opinione pubblica e gli stakeholder per aumentare la consapevolezza della nostra fragilità digitale, gli ultimi due che abbiamo intercettato a Italian Tech mi hanno piuttosto sconfortato.
Uno è stato relativo alla protettissima ThalesGroup, il secondo alla Croce Rossa internazionale.
I responsabili di Thales mi hanno stupito per aver contattato i direttori e i capiredattori di Gedi News Network per chiedere una rettifica affermando che non ne sapevano nulla e anche per aver insistito a sostenerlo fino alla pubblicazione di un secondo articolo.
Invece, i dati rubati alla #CroceRossa potrebbero essere già in vendita sul famigerato RaidForums. Due giorni fa ne abbiamo dato per primi la notizia in Italia proprio su ItalianTech/La Repubblica
con l'invito di Robert Mardini "a fare la cosa giusta: non condividere,
vendere, divulgare o utilizzare in altro modo questi dati".
https://www.repubblica.it/tecnologia/2022/01/20/news/croce_rossa_vittima_di_un_attacco_informatico_a_rischio_i_dati_di_oltre_515mila_persone_altamente_vulnerabili_-334568960/
Ieri
invece ho pubblicato l'intervista al presidente della Federazione della Croce
Rossa Internazionale Francesco Rocca che ci ha detto che una cosa importante: “Bisogna aggiornare le convenzioni internazionali sui conflitti
cibernetici e la protezione dei dati”.
Perchè? Secondo il professor Luigi Martino
“Anche per evitare che l’attacco diventi un precedente che potrebbe ben
presto coinvolgere anche altre organizzazioni simili alla Croce Rossa”
La Croce Rossa è una vittima delle nuove forme di cyberwarfare o un bersaglio qualsiasi per i cybercriminali?
Che dire, vi tengo aggiornati.