Ciao caro Francesco "the spammer", sarei venuto volentieri a sentire e
chiacchierare, ma vado a farlo in un convegno a Tolfa, terra dei miei
nonni, dove parliamo di rinnovabili e slow food con grande e lentissima
mangiata finale in convento. insomma siamo in posti diversi ma parliamo
ancora gli stessi linguaggi. a presto
Patrick
Il 30/06/2014 18.34, francesco tupone ha scritto:
Scusate, prima di tutto, l'eventuale percezione di
una forma di SPAM
Volevo invitare tutti gli interessati ad un incontro che si terrà
sabato mattina presso lo spazio VISIVA (Via Assisi 117 zona tuscolana
stazione)
Ufficialmente è l'incontro del coordinamento nazionale di NETLEFT, una
associazione nata nel 2005 che intende portare avanti i temi
dell'impatto dell'innovazione tecnologica nella comunicazione,
nell'informazione, nella cultura, nei processi produttivi, nella vita
delle persone e quindi nella POLITICA.
Ufficiosamente è invece un tentativo di riportare al centro del
dibattito per la ricostruzione della Sinistra non più il tatticismo o
l'aggregazione di formazioni diverse, ormai spesso degenerate in
quelle che Berlinguer chiamava "camarille, boss e sottoboss", ma
l'ABC della politica:
l'analisi della fase attuale del capitalismo mondiale, un progetto
condiviso, un programma conseguente.
E' un tentativo che sta partendo ora, c'è spazio e modo di valorizzare
il contributo di tutte le persone con una visione progressista e di
sinistra, comprese tutte le anime dei movimenti socialisti comunisti
anarchici e democratici ( e azzarderei anche liberal democratici... ma
forse è troppo!), che però rivolgano lo sguardo al futuro e non ai
diverbi ai contrasti ormai passati e consegnati alla storia, anche
perchè vista la situazione attuale, tutte le vecchie ricette hanno
fallito o comunque, cosi come sono, sono inservibili.
Vi invito a leggere questo appunto scritto da Sergio Bellucci ma nato
da una elaborazione comune cresciuta in questi ultimi anni, e
soprattutto a partecipare all'incontro non solo come semplici
spettatori e osservatori, ma se pensate di poter e voler dare un
contributo utile e interessante, come relatori.
Purtroppo la politica ci ha molto deluso in questi anni di degrado,
sono anni ormai che l'economia è in fortissima crisi e nessuno (o
pochi, ma dubito) da più risposte alle domande, ai problemi e alle
esigenze di noi tutti,
è ora di ricominciare a pretendere e a partecipare
un abbraccio
Francesco
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*Per una nuova partenza*
di Sergio Bellucci
/È la crisi di un nuovo capitalismo/
Superiamo le divisioni del '900, ma non tentando una "riunificazione",
ma partendo da una nuova analisi (casomai ci si dividerà su questo, ma
non sul passato...). Non è importante stabilire se avevano ragione
Turati o Togliatti, Nenni o Saragat, Craxi o Berlinguer. O se aveva
ragione l'operaismo o i riformisti. Nella idea di costruire una
società diversa da quella capitalistica hanno fallito tutti.
/Non basta l'indignazione./
Essere indignati contro il capitalismo che rapina il sud del mondo,
che impoverisce chi lavora, che precarizza le vite, che toglie dignità
alle persone, che inquina il mondo e rapina le risorse, che
industrializza la vita e la piega alla mercificazione, che medicalizza
le nostre vite per lucrare sulle nostre ansie e debolezze, che
controlla ogni aspetto della nostra vita come un grande fratello
togliendoci la privacy e la possibilità di "pensare" un altro mondo
attraverso l'industria di senso, è solo una premessa per fare
politica. Rispondere con le lotte e le autorganizzazioni a questi
problemi è giusto, sacrosanto, obbligatorio, ma non più sufficiente.
Ogni movimento pensa di ritagliarsi e partire dal suo specifico perché
il modello di politica che ha vinto è quello dello scambio, anche a
sinistra.
/Non basta la conquista di piccoli spazi di autonomia/
Per moltissimo tempo, negli ultimi 20 anni, abbiamo pensato che
moltiplicando gli spazi di autonomia questi si sarebbero ricomposti
provocando un salto di qualità nella capacità di opporci a questo
capitalismo. Oggi sappiamo che non solo questo non è accaduto, ma che
ogni singolo spazio ha rivendicato e rivendica rapporti con la
rappresentanza decisionale istituzionale con meccanismi di mero voto
di scambio. Tutto questo rappresenta la degenerazione della forme
della politica.
/Serve l'apertura di un nuovo orizzonte/
Non basta indicare l'uguaglianza nell'era dello sviluppo delle
individualità, né soccombere all'individualismo. Occorre rilanciare
l'assunto marxiano: "da ognuno secondo le proprie possibilità a ognuno
secondo i propri bisogni".
La decrescita, ad esempio, è stata volutamente contrastata per la
logica dello scontro interno (che occupa il 95% delle nostre energie
dagli anni '80.... Dobbiamo saper cogliere il senso profondo del suo
messaggio: il mondo non può crescere all'infinito... (secondo la
logica produttiva del capitale) ma può crescere in formato
relazionale. Bisogna introdurre un nuovo orizzonte: Il Welfare delle
relazioni, un modello di vita "alternativo" che conquisti la sua
possibilità di farsi stato.
/Servono parole nuove/
Contro la caduta tendenziale del saggio del significato. Per
raccontare il percorso di cui abbiamo bisogno c'è la necessità di
avere nuove parole. Le vecchie sono consunte. Allora bisogna lavarle
dalla polvere e restituire brillantezza. Grande compito dei
comunicatori i sinistra. La mia opinione è quella di riuscire ad
utilizzare le parole che rappresentano l'innovazione del momento e
ricondurle allo spirito della idea di sinistra. Non è particolarmente
difficile. Prendiamo la rete. Le parole principali della rete sono:
condivisione, co-operazione, autogestione, consapevolezza,
collaborazione. Il modello che tali tendenze stanno prospettando è
quello del passaggio dall'era della proprietà a quello della
fruizione. Dice niente a noi di sinistra?
/Serve una analisi di questo capitalismo/
Le tre grandi novità del capitalismo del '900
L'esplosione del valore dell'informazione nella produzione (processi
di automazione crescente resa possibile dal digitale; sussunzione nel
capitale fisso di una massa crescente di conoscenza, tendenza verso il
General Intellect).
L'esplosione della de-materializzazione (resa possibile dai processi
di digitalizzazione); due grandi campi si sono aperti: la
smaterializzazione della moneta (processo di esplosione della economia
monetaria e della produzione di denaro per mezzo di denaro) e la
nascita delle merci immateriali, del valore dei marchi (senso del
conusmo), la possibilità di intervento delle tecno-scienze
(nanotecnologie, biotecnologie su vivente e umano).
L'affermazione dell'industria di senso, la prima industria della
storia che produce profitto nella costruzione del senso della vita.
/Serve una proposta che apra nuovi gradi di libertà come orizzonte/
La sinistra deve essere capace di leggere questo nuovo capitalismo,
capirne le nuove contraddizioni (le libertà promesse ma negate dagli
assetti dei rapporti di produzione) e indicare la via per realizzare
quelle che vanno verso i nostri terreni (uguaglianza, libertà e oggi
direi privacy, sostenibilità). Tutto questo potrebbe essere contenuto
nella proposta del Welfare delle Relazioni, intendendo con esso la
complessità della dimensione delle scelte.
Serve un nuovo gruppo dirigente coerente con questa analisi
Servono comportamenti del gruppo dirigente non solo "trasparenti e
coerenti", ma che sappiano recuperare una impostazione culturale
aggiornandola (acquisti ai GAS, Km 0, no ristoranti lussuosi, niente
barche, niente sfarzi, non serve la vita monacale, ma la vita "normale").
Serve un gruppo dirigente che sappia incarnare ciò che vuole
costruire, che si senta parte del popolo in marcia, che sia
percepibile come un pezzo consapevole ma non separato.
/Servono modelli di partecipazione attiva/
I modelli di partecipazione devono essere certi, trasparenti. I
partecipanti all''intrapresa devono essere protagonisti delle scelte e
avere la percezione che è il gruppo dirigente centrale a "cedere"
sovranità verso il basso, ma senza indulgere su populismi vari.
Certezze e capacità decisionali con relative responsabilità. I modelli
di rete sono importanti non perché siano gli strumenti informatici a
fornire la motivazione ma perché le logiche sociali che depositano
nelle relazioni non possono più essere ignorati. Ma questo non
significa che non debba esserci un gruppo dirigente. Anzi.
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ing. Patrick Maurelli
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