Scusate, prima di tutto, l'eventuale percezione di una forma di SPAM
Volevo invitare tutti gli interessati ad un incontro che si terrà sabato
mattina presso lo spazio VISIVA (Via Assisi 117 zona tuscolana stazione)
Ufficialmente è l'incontro del coordinamento nazionale di NETLEFT, una
associazione nata nel 2005 che intende portare avanti i temi dell'impatto
dell'innovazione tecnologica nella comunicazione, nell'informazione, nella
cultura, nei processi produttivi, nella vita delle persone e quindi nella
POLITICA.
Ufficiosamente è invece un tentativo di riportare al centro del dibattito
per la ricostruzione della Sinistra non più il tatticismo o l'aggregazione
di formazioni diverse, ormai spesso degenerate in quelle che Berlinguer
chiamava "camarille, boss e sottoboss", ma l'ABC della politica:
l'analisi della fase attuale del capitalismo mondiale, un progetto
condiviso, un programma conseguente.
E' un tentativo che sta partendo ora, c'è spazio e modo di valorizzare il
contributo di tutte le persone con una visione progressista e di sinistra,
comprese tutte le anime dei movimenti socialisti comunisti anarchici e
democratici ( e azzarderei anche liberal democratici... ma forse è
troppo!), che però rivolgano lo sguardo al futuro e non ai diverbi ai
contrasti ormai passati e consegnati alla storia, anche perchè vista la
situazione attuale, tutte le vecchie ricette hanno fallito o comunque, cosi
come sono, sono inservibili.
Vi invito a leggere questo appunto scritto da Sergio Bellucci ma nato da
una elaborazione comune cresciuta in questi ultimi anni, e soprattutto a
partecipare all'incontro non solo come semplici spettatori e osservatori,
ma se pensate di poter e voler dare un contributo utile e interessante,
come relatori.
Purtroppo la politica ci ha molto deluso in questi anni di degrado, sono
anni ormai che l'economia è in fortissima crisi e nessuno (o pochi, ma
dubito) da più risposte alle domande, ai problemi e alle esigenze di noi
tutti,
è ora di ricominciare a pretendere e a partecipare
un abbraccio
Francesco
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*Per una nuova partenza*
di Sergio Bellucci
*È la crisi di un nuovo capitalismo*
Superiamo le divisioni del ‘900, ma non tentando una “riunificazione”, ma
partendo da una nuova analisi (casomai ci si dividerà su questo, ma non sul
passato…). Non è importante stabilire se avevano ragione Turati o
Togliatti, Nenni o Saragat, Craxi o Berlinguer. O se aveva ragione
l’operaismo o i riformisti. Nella idea di costruire una società diversa da
quella capitalistica hanno fallito tutti.
*Non basta l’indignazione.*
Essere indignati contro il capitalismo che rapina il sud del mondo, che
impoverisce chi lavora, che precarizza le vite, che toglie dignità alle
persone, che inquina il mondo e rapina le risorse, che industrializza la
vita e la piega alla mercificazione, che medicalizza le nostre vite per
lucrare sulle nostre ansie e debolezze, che controlla ogni aspetto della
nostra vita come un grande fratello togliendoci la privacy e la possibilità
di “pensare” un altro mondo attraverso l’industria di senso, è solo una
premessa per fare politica. Rispondere con le lotte e le autorganizzazioni
a questi problemi è giusto, sacrosanto, obbligatorio, ma non più
sufficiente. Ogni movimento pensa di ritagliarsi e partire dal suo
specifico perché il modello di politica che ha vinto è quello dello
scambio, anche a sinistra.
*Non basta la conquista di piccoli spazi di autonomia*
Per moltissimo tempo, negli ultimi 20 anni, abbiamo pensato che
moltiplicando gli spazi di autonomia questi si sarebbero ricomposti
provocando un salto di qualità nella capacità di opporci a questo
capitalismo. Oggi sappiamo che non solo questo non è accaduto, ma che ogni
singolo spazio ha rivendicato e rivendica rapporti con la rappresentanza
decisionale istituzionale con meccanismi di mero voto di scambio. Tutto
questo rappresenta la degenerazione della forme della politica.
*Serve l’apertura di un nuovo orizzonte*
Non basta indicare l’uguaglianza nell’era dello sviluppo delle
individualità, né soccombere all’individualismo. Occorre rilanciare
l’assunto marxiano: “da ognuno secondo le proprie possibilità a ognuno
secondo i propri bisogni”.
La decrescita, ad esempio, è stata volutamente contrastata per la logica
dello scontro interno (che occupa il 95% delle nostre energie dagli anni
’80…. Dobbiamo saper cogliere il senso profondo del suo messaggio: il mondo
non può crescere all’infinito… (secondo la logica produttiva del capitale)
ma può crescere in formato relazionale. Bisogna introdurre un nuovo
orizzonte: Il Welfare delle relazioni, un modello di vita “alternativo” che
conquisti la sua possibilità di farsi stato.
*Servono parole nuove*
Contro la caduta tendenziale del saggio del significato. Per raccontare il
percorso di cui abbiamo bisogno c’è la necessità di avere nuove parole. Le
vecchie sono consunte. Allora bisogna lavarle dalla polvere e restituire
brillantezza. Grande compito dei comunicatori i sinistra. La mia opinione è
quella di riuscire ad utilizzare le parole che rappresentano l’innovazione
del momento e ricondurle allo spirito della idea di sinistra. Non è
particolarmente difficile. Prendiamo la rete. Le parole principali della
rete sono: condivisione, co-operazione, autogestione, consapevolezza,
collaborazione. Il modello che tali tendenze stanno prospettando è quello
del passaggio dall’era della proprietà a quello della fruizione. Dice
niente a noi di sinistra?
*Serve una analisi di questo capitalismo*
Le tre grandi novità del capitalismo del ‘900
L’esplosione del valore dell’informazione nella produzione (processi di
automazione crescente resa possibile dal digitale; sussunzione nel capitale
fisso di una massa crescente di conoscenza, tendenza verso il General
Intellect).
L’esplosione della de-materializzazione (resa possibile dai processi di
digitalizzazione); due grandi campi si sono aperti: la smaterializzazione
della moneta (processo di esplosione della economia monetaria e della
produzione di denaro per mezzo di denaro) e la nascita delle merci
immateriali, del valore dei marchi (senso del conusmo), la possibilità di
intervento delle tecno-scienze (nanotecnologie, biotecnologie su vivente e
umano).
L’affermazione dell’industria di senso, la prima industria della storia che
produce profitto nella costruzione del senso della vita.
*Serve una proposta che apra nuovi gradi di libertà come orizzonte*
La sinistra deve essere capace di leggere questo nuovo capitalismo, capirne
le nuove contraddizioni (le libertà promesse ma negate dagli assetti dei
rapporti di produzione) e indicare la via per realizzare quelle che vanno
verso i nostri terreni (uguaglianza, libertà e oggi direi privacy,
sostenibilità). Tutto questo potrebbe essere contenuto nella proposta del
Welfare delle Relazioni, intendendo con esso la complessità della
dimensione delle scelte.
Serve un nuovo gruppo dirigente coerente con questa analisi
Servono comportamenti del gruppo dirigente non solo “trasparenti e
coerenti”, ma che sappiano recuperare una impostazione culturale
aggiornandola (acquisti ai GAS, Km 0, no ristoranti lussuosi, niente
barche, niente sfarzi, non serve la vita monacale, ma la vita “normale”).
Serve un gruppo dirigente che sappia incarnare ciò che vuole costruire, che
si senta parte del popolo in marcia, che sia percepibile come un pezzo
consapevole ma non separato.
*Servono modelli di partecipazione attiva*
I modelli di partecipazione devono essere certi, trasparenti. I
partecipanti all’’intrapresa devono essere protagonisti delle scelte e
avere la percezione che è il gruppo dirigente centrale a “cedere” sovranità
verso il basso, ma senza indulgere su populismi vari. Certezze e capacità
decisionali con relative responsabilità. I modelli di rete sono importanti
non perché siano gli strumenti informatici a fornire la motivazione ma
perché le logiche sociali che depositano nelle relazioni non possono più
essere ignorati. Ma questo non significa che non debba esserci un gruppo
dirigente. Anzi.