Cari amici, amiche--
adesso che mi sono riappropriato del mio tempo, finalmente potrò
ricominciare ad andarmene in giro a parlare di ciò che più mi interessa: la
libertà nell'era della rete globale. E questo a partire dal mio ultimo
libro (n.23), "Un dizionario hacker".
http://dicorinto.it/i-nemici-della-rete/libro-un-dizionario-hacker/
- Sabato 25 Ottobre sono alla *Leopolda di Firenze* a parlare di diritti
digitali
- Lunedì 27 Ottobre all'*Università di Bologna* a parlare di sorveglianza e
disobbedienza
- Martedì 4 Novembre all'*Università di Salerno* a parlare di ethical
hacking
- Lunedì 10 novembre a *Porta Futuro di Roma* a parlare di Conflitti e
libertà
- Gennaio 2015 presento "Un dizionario hacker" al *Palazzo Ducale di Genova*
Le info sono sul mio sito:
www.dicorinto.it
Vi allego le locandine coi programmi del 27 ottobre e del 10 novembre.
Un caro saluto a tutti
--
Arturo Di Corinto
393 9383040
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AVVERTENZE AI SENSI DEL D.Lgs. 196/2003 Le informazioni contenute in questo
messaggio di posta elettronica e/o nel/i file/s allegato/i sono da
considerarsi strettamente riservate. Il loro utilizzo è consentito
esclusivamente al destinatario del messaggio, per le finalità indicate nel
messaggio stesso. Qualora riceviate questo messaggio senza esserne il
destinatario, Vi preghiamo cortesemente di darcene notizia via e-mail e di
procedere alla distruzione del messaggio stesso, cancellandolo dal Vostro
sistema. Conservare il messaggio stesso, divulgarlo anche in parte,
distribuirlo ad altri soggetti, copiarlo, od utilizzarlo per finalità
diverse, costituisce comportamento contrario ai principi dettati dal D.Lgs.
196/2003
Cari amici e colleghi, colleghe--
ci tengo a condividere con voi la decisione di abbandonare la guida di una
barca che avevo faticosamente raddrizzato.
Vi invito a guardare come è oggi il portale del turismo perchè non so cosa
potrà diventare.
Un caro saluto a tutti, a tutte--
Arturo
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*Illustre Presidente del Consiglio dei Ministri -*
*Egregio Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo -*
*Onorevoli parlamentari -*
*Cari colleghi -*
Con questa lettera oggi mi accomiato da voi in qualità di direttore
editoriale del Portale Nazionale del Turismo, Italia.it (www.italia.it).
Come avevo preannunciato nel luglio scorso sia al direttore generale
Onofrio Cutaia che al consigliere Stefano Ceci, *mi dimetto da direttore di
Italia.it* perchè ritengo ingiusto e poco dignitoso continuare a lavorare
senza essere pagato. Le difficoltà finanziarie di Promuovi Italia Spa e le
incertezze burocratiche del Mibact hanno infatti impedito i pagamenti verso
la società Unicity Spa che mi ha impiegato come direttore editoriale del
portale, e che non paga le mie spettanze da otto mesi.
Questa decisione, a lungo meditata e molto sofferta, coincide oggi con una
fase di esaurimento del progetto stesso del portale che nessuno ha finora
spiegato come debba *concretamente* continuare passando all'Enit,
commissariata e in crisi di liquidità. E questo nonostante il generoso
tentativo del commissario Radaelli che ha siglato con Unicity un piccolo
"contratto ponte" di gestione del sito - fino al 30 novembre 2014-, per
prendere tempo in vista della trasformazione dell'Enit a cui la legge
106/2014 conferisce il portale.
*Personalmente ritengo che sia stato un errore affidare il portale all'Enit
prima della sua riorganizzazione* e mentre Promuovitalia - la stazione
appaltante dei servizi tecnici e redazionali di Italia.it - è stata messa
in liquidazione, incapace di pagare i sette mesi del lavoro precedentemente
svolto dalla redazione del sito. Promuovi Italia - dalla cui vicenda
gestionale emergono fatti delinquenziali in fase di accertamento da parte
della magistratura -, ha impegnato la società Unicity a lavorare anche dopo
la rescissione unilaterale del contratto avvenuta il 10 settembre 2014, con
la *velata minaccia di non considerare adeguato il lavoro* che tutti i
responsabili istituzionali fino ad agosto 2014 avevano coordinato,
apprezzato e approvato.
Detto questo, pur considerando di buon senso, ma non innovativo, il lavoro
gratuito del Tdlab - a cui ho contribuito con due paper relativamente alla
promozione del turismo digitale - e dalla cui formazione la struttura di
Italia.it è stata inspiegabilmente esclusa, continuo a ritenere che sia
stato sbagliato prendere decisioni gestionali e legislative relative alla
vetrina turistica dell'Italia senza un progetto operativo e una copertura
economica certa e definita.
In generale, tuttavia, la mia riflessione è che, *quando le cose si fanno
gratuitamente, si innesca sempre un meccanismo opaco* di riconoscenza,
ricatto e debito, morale ed economico, che non si risolve con la sola
cooptazione di chi ha lavorato senza emolumento. *Quando le cose vengono
interrotte*, mentre funzionano, e senza delineare un percorso e una
strategia fattuali, *le urgenze si trasformano in pressioni *che non
aiutano a fare scelte funzionali. È il motivo per cui la stessa Expo2015 è
in grande sofferenza e sotto l'occhio vigile di Raffaele Cantone.
*Proprio l'avvicinarsi dell'Expò avrebbe consigliato di immaginare una
diversa strategia di gestione del portale* che doveva e poteva essere una
piattaforma di branding e marketing dei contenuti relativi a quell'evento e
per meglio comunicare la stessa Italia come destinazione turistica.
Soprattutto rispetto alle proposte da me inoltrate ai ministri Gnudi, Bray
e Franceschini, circa la necessità di localizzazione linguistica del
portale (in cinese e russo), e alla promocommercializzazione dei prodotti
turistici italiani di cui in tempi non sospetti avevo individuato le
risorse presso gli uffici competenti e che nella misura di € 900.000
sarebbero ancora accantonate e utilizzabili.
*Oggi al portale Italia.it lavorano solo tre persone delle venti previste
dal progetto iniziale.* Giornalisti, social Media manager, traduttori,
storici dell'arte, fotografi e videomaker: professionalità giovani e
dinamiche che abbiamo impiegato molto tempo a formare su una piattaforma di
lavoro complessa e non sempre efficiente, oggi hanno abbandonato il
progetto perchè non pagati da mesi. Professionalità che non sarà facile
rimpiazzare.
*Me ne vado sapendo di non dovermi rimproverare nulla*. Quale esperto di
comunicazione digitale ho risanato il portale con il contributo
fondamentale dei miei redattori che ringrazio di cuore per serietà,
professionalità e abnegazione. Nelle pieghe della cattiva amministrazione e
nei limiti obbligati dal contratto di servizio, ho sempre spostato più in
là l'asticella del possibile e nei momenti di interregno amministrativo ho
voluto una sezione trasparenza sul sito, immaginato nuovi servizi e
corretto tutti gli errori delle gestioni precedenti alla mia, che è
cominciata nel giugno 2012 e che finisce oggi.
Un *ringraziamento* particolare va ad Edoardo Colombo, garanzia di
collegamento con l'amministrazione, a Paolo Giordano per la capacità di
ascolto, a Mauro Minenna per il supporto e l'amicizia, al ministro *Massimo
Bray* per la fiducia accordatami, ad Andrea Babbi per i consigli, a Roberto
Rocca per il senso dello Stato, a Onofrio Cutaia, campione di gentilezza e
disponibilità, a Cristiano Radaelli per il rispetto che mostra alle idee e
alle persone.
Sempre disponibile a discutere di tutto questo, anche e soprattutto in
"abiti civili", e pronto a fornire tutta la documentazione a corredo delle
mie doglianze, faccio i miei migliori auguri alla nuova gestione del
portale che mi vedrà nei prossimi mesi vigile e attento critico.
Roma Lunedì 20 Ottobre 2014
In fede,
Arturo Di Corinto
*Arturo Di Corinto *
Sono un ricercatore e docente in psicologia cognitiva e della
comunicazione. Ho insegnato alla Stanford University, alla Sapienza di Roma
e all'Accademia di Belle Arti di Carrara. Ho diretto il laboratorio Open
Source - Logos -, della Sapienza di Roma.
Negli ultimi sette anni ho sempre servito in diverse posizioni presso la
Presidenza del Consiglio dei Ministri come esperto di comunicazione
pubblica e di gestione dei siti web della Pubblica Amministrazione, presso
il Cnipa, oggi Agid, e presso il Dipartimento per la Digitalizzazione e
l'Innovazione della PA (DDI). Ho creato il primo sito turistico-culturale
regionale del Lazio nel 2005 e per questo ho ricevuto premi e
riconoscimenti dal Presidente della Repubblica e dal WSIS.
Sono stato consulente Rai, UE-DG XIII, Onu, Isfol e Ires-Cgil.
Giornalista esperto di innovazione, ho lavorato per Il Sole24Ore, Wired e
L'Espresso.
Attualmente scrivo per La Repubblica.
Ho pubblicato oltre 20 libri sul mondo digitale, tra cui Revolution Open
Source (Feltrinelli/Apogeo, 2005), I nemici della Rete (Rizzoli, 2011), Un
dizionario hacker (Manni, 2014). www.dicorinto.it
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Arturo Di Corinto
393 9383040
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196/2003
Ciao-
penso possa interessarvi. A presto
Petizione online chiede l'abolizione del monopolio Siae
A lanciare l'iniziativa non è un pirata, ma l'inventore di un servizio
digitale antiplagio che tutela la creatività di artisti e autori. Intanto
le proposte di riforma della Siae giacciono inevase in Parlamento, a
dispetto delle regole Ue. Andrea Romano: copyright e Siae vanno riformati
*di ARTURO DI
CORINTOhttp://www.repubblica.it/tecnologia/2014/10/10/news/petizione_online_abolizione_monopolio_siae-97798512/
<http://www.repubblica.it/tecnologia/2014/10/10/news/petizione_online_aboliz…>*
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Arturo Di Corinto
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