L'associazione Netleft aderisce alla iniziativa
"Non è Rai troppo tardi"
l'evento si terrà Mercoledì 2 Dicembre ore 21
presso il Teatro Verde
Circonvallazione Gianicolense 10 (di fronte alla stazione Trastevere)
Siete tutte e tutti invitati a partecipare ed a far partecipare
*Non è (mai) RAI troppo tardi*
*I cittadini sono i veri garanti del servizio pubblico*
*Mercoledì 2 Dicembre 2015*
*Ore 21.00-23.30*
*Teatro Verde*
*Circonvallazione Gianicolense**, 10 - Roma*
*(di fronte alla stazione Trastevere)*
*hanno confermato la loro presenza:*
*Carlo Freccero (Consigliere cda Rai), Francesca Fornario, Roberto
Zaccaria, Enrico Ghezzi, Ernesto Bassignano, Enrico Vaime, Giorgio Balzoni,
David Riondino, Mario Castelnuovo, Daniela Brancati, Loris Mazzetti,
Vincenzo Vita, Ilaria Capitani, Adriana Pannitteri, Lorella Zanardo,
Giorgio Zanchini, *
*Edoardo De Angelis, Marco Mele*
*Con la partecipazione della redazione di BLOB, in apertura verrà
proiettato un loro video girato appositamente per questa serata.*
*Verrà proiettato anche un video curato da Lorella Zanardo.*
Sono i cittadini i veri azionisti del servizio pubblico, e il soggetto
centrale della sua missione. Per questo diciamo che la riforma della Rai è
stata un’occasione persa, sia per la mancanza di un dibattito politico
ampio, sia perché ha sostituito alla lottizzazione dei partiti il dirigismo
del Governo. Ma la questione di un servizio pubblico abitato dal pluralismo
delle idee e dalla rappresentazione di tutte le realtà sociali deve
rimanere sul tavolo e coinvolgere tutti e tutte.
La riforma RAI del governo Renzi permetterà di attribuire funzioni e poteri
nuovi ad un Cda e un direttore generale nominati con una legge precedente,
creando la figura plenipotenziaria dell’amministratore delegato. La
Rai sembra così riflettere il modello, sempre più imperante, dell’uomo solo
al comando, non riconoscendo un ruolo, negli organismi di controllo o di
gestione, alla società civile, ruolo presente in altri testi di legge di
riforma.
Per questo, associazioni di utenti e lavoratori, movimenti e rappresentanti
della società civile organizzano, per Mercoledì 2 Dicembre 2015 * dalle ore
21 alle 23.30, al Teatro Verde,* una serata di spettacolo e dibattito per
confrontarsi su quanto accade nella prima azienda culturale del Paese.
La manifestazione non vuole essere solo una denuncia dell’esistente, ma
intende fare da motore propulsivo anche rispetto al futuro. A partire dal
rinnovo della concessione nel 2016, reclamando un’ampia consultazione
pubblica - da attuarsi secondo modalità organizzative dettate dalle
associazioni stesse e con un coinvolgimento dei cittadini-utenti - sul
modello della Royal Charter della BBC, e puntando a una verifica periodica
del prodotto e degli impegni assunti nel contratto di servizio. Perché la
RAI è un bene comune e interesse di tutti e tutte.
*ASSOCIAZIONI PROMOTRICI*
*Adusbef -** Anglat -** Appello Donne e Media** - Arci - Articolo 21 -
Associazione Stampa Romana - Assoprovider - Cittadinanzattiva - Confronti -
Fand - Federconsumatori - Fials - Fish - Giuristi Democratici - IndigneRai
- Libera - Liberainformazione - Libertà e Giustizia - MoveOn Italia - La
Rai ai cittadini - Net Left - Nuovi occhi per i Media -** Unione Artisti
Unams*
Vi ricordo l'appuntamento di oggi alle 18:30 presso ex spazio Visiva Via
Assisi 117 adiacente supermercato DECO (dotato di un parcheggio interno
gratuito aperto fino alle 20:30)
a dopo
Francesco Tupone
Report dell'andamento degli incontri su Roma e convocazione prossimo
incontro
-------------------
Giovedì scorso, 12 novembre, nell'ambito degli incontri co-promossi da
Netleft per discutere la situazione politica e sociale della nostra città,
si è tenuta una interessante riunione.
E' stata analizzata la situazione politica romana che, analogamente a
quella nazionale, si contraddistingue per un forte sfaldamento del tessuto
sociale: ogni formazione politica non solo non riesce più a costruire un
progetto credibile, ma è caratterizzata da una completa assenza di una idea
di città, si constata che il livello di attrazione dei partiti verso la
cittadinanza è ormai in caduta libera.
E' noto che in questi giorni sono in corso nella città decine e decine di
incontri e colloqui nel tentativo di aggregare i rimasugli delle
rappresentanze sociali e di ciò che rimane dei poteri forti,
ma allo stesso momento si rileva che il livello di partecipazione dei
cittadini è molto scarso. Spesso i vari gruppi non rappresentano che se
stessi, il livello di coesione è ormai ridotto ai minimi termini.
Nasce per questo la voglia di dare un contributo diretto ed attivo che
metta in campo le risorse sane di questa città, facendo leva su quelli che
hanno proposte e un quadro di idee in questa città, non perché lo dicono
ma perché lo "fanno".
Un progetto che vuole unire e dare un senso amplio a tutti i soggetti che
stanno dando un contributo pratico ed ideale, con buone pratiche con la
riscoperta della cittadinanza attiva, con la difesa del decoro, della buona
amministrazione, dell'onestà contro la corruzione, della legalità o meglio
della giustizia, affinché la politica torni ad essere uno strumento per la
realizzazione di un progetto di società e non un luogo di malaffare, un
"ufficio di collocamento", un elargitore di incarichi e di finanziamenti
alle organizzazioni amiche (imprese o associazioni) e di clientela.
Detto ciò, la tentazione di provare a costruire qualcosa di importante che
incida realmente nella politica e nell'amministrazione capitolina è alta.
Si è coscienti che oggi le nostre forze sono ancora esigue, ma le nostre
idee e la nostra proposta politica, sia come contenuti sia come forme di
organizzazione inclusiva, democratica e partecipativa, può riuscire a
diventare, nel deserto circostante, un polo di aggregazione.
Già da tempo abbiamo coniato lo slogan "dal cemento al Bit" per indicare un
nuovo modello di sviluppo per la Capitale: come sappiamo la crescita della
città si è sempre basata sulla crescita dell’edilizia ed il consumo di
suolo, lo sviluppo disordinato e distruttivo della natura. Questo modello
oltre che negativo è ormai in crisi, visti i ridimensionamenti della spesa
pubblica e la decadenza della situazione economica generale.
Per noi la Roma del terzo millennio si deve basare sui nuovi modelli di
produzione basati sull'innovazione tecnologica, sulla creatività, sulla
natura sulla salute e lo sport.
La nostra città possiede la più alta concentrazione in Europa di lavoratori
della conoscenza: tre grandi università pubbliche, le più grandi aziende
delle telecomunicazioni, le imprese manifatturiere della Tiburtina Valley,
l'artigianato digitale rappresentato dai fablab, i policlinici e i centri
di ricerca medica e biologica, i centri studi e di ricerca istituzionali
più importanti, le grandi aziende informatiche, i centri di produzione
multimediali, gli studi televisivi, le grandi produzioni cinematografiche,
e contemporaneamente operano nella città centinaia e centinaia di
associazioni no profit per scopi civili, sociali e sportivi ecc. ecc. un
grandissimo potenziale da mettere a frutto.
E' questa la Roma che vogliamo, è nostro compito quello di attivarsi
affinché la buona politica possa vincere.
Per fare ciò abbiamo deciso di elencare una serie di istanze che possano
rappresentare, sia a livello programmatico che come linee di principii
morali e comportamentali, dei punti inderogabili su cui costruire una rete
delle forze sane della città, per aggregare la cittadinanza, i gruppi e le
associazioni che già oggi lavorano nei territori, e per esaltarne
l'attivismo civico ed il protagonismo sociale.
Per continuare questo percorso ci vediamo
Mercoledì 25 novembre alle ore 18:30 presso ex spazio visiva di via assisi
117
saluti
Francesco Tupone
Ciao a tutte/i
In questi giorni l'associazione Netleft sta partecipando a vari incontri
con il mondo dell'associazionismo civico per dibattere della situazione
politico/sociale della nostra città.
La vicenda Marino e l'amarezza per il triste epilogo, non solo per le
decadenza del Sindaco ma soprattutto per le squallide procedure utilizzate
per indurre la sua caduta, dalle dimissioni dei consiglieri PD al modo in
cui i giornali hanno trattato le notizie minori come le sue note spese, ci
impone di attivarci per reagire e tentare di dare un contributo affinché la
buona politica possa prevalere nell'amministrazione della Capitale.
Occorre provare ad essere maggiormente protagonisti della vita cittadina,
sarebbe intollerabile che la nostra amata città torni ad essere in mano ai
nuovi e vecchi poteri forti, che continuerebbero ad imporre un modello di
sviluppo basato su cemento, distruzione di suolo, rendita, commercio
abusivo e/o indecoroso, clientele, e tutto quello che conosciamo...
Dopo un primo incontro molto interessante, che ha visto la partecipazione
di una delegazione di Netleft insieme ad interessantissime, volenterose e
prodighe realtà dell'attivismo civico romano, avvenuto il 2 novembre,
rinnoviamo l'appuntamento, che speriamo sia ancora più nutrito, per giovedì
prossimo 12 novembre alle ore 18:00, presso l'ex spazio Visiva di Via
Assisi 117 -
attenzione la sede si trova adiacente all'ingresso al supermercato DECO'
dotato di parcheggio interno, aperto fino alle 20:30 (...l'orario preciso
va verificato meglio sul posto)
Ci vediamo dopodomani!
saluti a tutte/i
Rettifica data: la prossima riunione di NetLeft è convocata lunedì 2 (!)
novembre alle ore 20:00
Presso la sede di via Maria Adelaide 8, Roma, presso piazzale
Flaminio/Piazza del Popolo
Scusate il refuso presente nella comunicazione precedente...
Ciao Francesco
Un saluto a tutte e tutti
Stiamo assistendo in queste ore al triste epilogo della vicenda del Sindaco
e del Comune di Roma, una vicenda che segna un punto estremamente
degradante per la politica nella nostra città e nel paese.
Forse, lo speriamo, questa sarà una ennesima occasione per risvegliare la
passione civile dei tantissimi delusi e per suscitare un moto di volontà
per costruire un nuovo soggetto politico, alternativo a tutta la politica
del degrado, centro destra e centro sinistra, non solo come costume, onestà
e passione ma alternativo soprattutto perchè finalmente in grado di
proporre idee, progetti e modalità partecipative che prefigurino un nuovo
modello di sviluppo sociale ed economico.
Per discutere
di Roma, della caduta Marino, della "brutta fine" del PD,
del nuovo partito che sarà, che noi vorremmo costruire come rappresentante
di una sinistra aperta, innovativa e partecipativa,
delle iniziative da intraprendere ed organizzare nelle prossime settimane
(assemblee, manifestazioni, seminari, convegni ed altro.)
ci vediamo lunedì prossimo 1 novembre presso la sede di Via Maria Adelaide
8 alle ore 20,00.
Purtroppo il precipitare degli eventi ci costringe a organizzare incontri
in tutta fretta,
siete tutte e tutti invitati a partecipare,
per chi non potesse, sarà redatto un report dell'incontro per allinearVi su
eventuali decisioni importanti
un caloroso saluto
Francesco
Per chi gradisse una versione più leggibile dell'articolo di Paul Mason
(già inoltrato in una mail precedente) , abbiamo esportato il PDF in un doc
solo testo (che allego alla presente) caricando il testo sul nostro sito.
Una copia si può trovare sulla home page di www.netleft.it o all'indirizzo (
http://netleft.it/news/l2019era-del-postcapitalismo)
Reputiamo importante il contributo di Mason perchè porta nel dibattito
internazionale tutti i temi principali affrontati da Netleft e dal circuito
dell'attivismo digitale da oltre una dozzina di anni.
Sembra (un giorno lo scopriremo), che Paul Mason abbia letto tutte, ma
proprio tutte, le nostre elaborazioni e ci abbia scritto un libro.
E di questa cosa andrebbero informati anche i giornali che si occupano di
questi temi ...
Vi sottopongo in allegato un interessantissimo articolo tratto dalla
rivista Internazionale in edicola questa settimana (che vi invito cmq ad
acquistare).
Si tratta della traduzione di un articolo apparso sul Guardian del
giornalista Paul Mason, autore del libro Post-Capitalism, in uscita ad
aprile 2016 anche in Italia.
Ciò che immediatamente emerge dalla lettura è che le tesi di Mason
coincidono in maniera quasi incredibile con quelle di NetLeft, sembra una
continua citazione, e la cosa non può che far piacere, è un segno che
quando le idee sono mature maturano per tutti e in tutti i luoghi.
Certo sarebbe opportuno far rilevare la questione anche negli ambiti
italiani, facendo invitare la nostra associazione ai dibattiti e alle
presentazioni del libro, ribadendo che NetLeft elabora i temi del post
capitalismo già da oltre dieci anni.
L'idea che è venuta in mente ad alcuni di noi è quella di inviare alle
redazioni di Internazionale, il Manifesto, Repubblica, La Stampa e altre
testate, una mail indicando e ribadendo ciò che ho appena scritto, ovvero
che da anni è presente in Italia una formazione politica, una associazione
politica, che si occupa dei temi affrontati da Paul Mason nel suo libro
Post-Capitalism.
Un abbraccio
Francesco
Ciao a tutte/i
Vi ricordo i due appuntamenti di *Netleft *in questa settimana
Il più importante è il convegno* La Luna e i Robot il Lavoro nel secolo
digitale *
un interessante convegno organizzato a Milano nella giornata di venerdì
prossimo *25 settembre*, spazio *Cobianchi *dalle 9,30 alle 17,30.
Per domani *22 settembre* alle *ore 18,00* invece è stato convocato un
incontro con alcune realtà associative che si battono per i diritti e le
libertà digitali, presso lo spazio *Fusolab*, Via della Bella Vita 94, zona
Casilino/Alessandrino (edificio dell'Ipercoop Casilino)
Il tema è quello del rapporto tra politica e valori della rete, l'obiettivo
è quello di creare un movimento di pressione affinché le forze politiche di
sinistra adottino, nei processi di partecipazione democratica e nelle fasi
di elaborazione delle idee e delle proposte, i 5 grandi valori della
*condivisione,
cooperazione, trasparenza, autoorganizzazione, solidarietà attiva*.
di seguito le locandine ed i documenti di convocazione
*------------La Luna e i Robotil Lavoro nel secolo digitale*Il secolo che
abbiamo iniziato rappresenta un vero e proprio bivio nella storia umana.
Non solo la necessità di materie prime, di energia, di acqua sta mettendo a
dura prova la tenuta del pianeta, dei suoi cicli ambientali,
dell’equilibrio tra le specie viventi, ma le forme della produzione delle
merci, la distribuzione delle risorse prodotte e la concentrazione
progressiva in poche mani, sta mettendo a dura prova le società
contemporanee.
Questi processi sono frutto delle grandi trasformazioni che le tecnologie
stanno iniettando nel cuore delle nostre società. L’innovazione strategica
di questi anni è stata l’introduzione delle tecnologie digitali. La loro
ubiquità, la loro flessibilità, la loro pervasività ha trasformato tutto
l’ambiente umano. Ma queste trasformazioni sono solo alla prima fase del
loro sviluppo. Infatti, l’accelerazione alla quale siamo destinati prevede
un aumento esponenziale dei cambiamenti in tutti gli ambiti della vita
quotidiana, a partire dalle condizioni del lavoro.
Dato l’aumento esponenziale delle potenzialità di automazione dei processi
produttivi, quale lavoro esisterà ancora tra 50 anni?
Sarà ancora il lavoro ad essere la modalità della distribuzione del reddito
necessario alla vita delle persone?
Quale forma avrà il lavoro di domani?
Le nuove modalità di produzione sempre più interconnesse e correlate con le
relazioni personali può coesistere con una forma di vita-lavoro pensata
nell’ottocento con la suddivisione della giornata in 8 ore di lavoro, 8 ore
di vita e 8 ore di sonno?
L’abbattimento dei prezzi degli impianti, la loro miniaturizzazione, lo
sviluppo delle stampanti 3D, la prevalenza delle merci immateriali, possono
prefigurare una riduzione di scala della produzione mondiale e
controbilanciare le spinte al gigantismo delle grandi corporation?
Le potenzialità del digitale viene oggi intercettata dalle vecchie forme di
proprietà, di controllo, di mercificazione e piegata alle esigenze delle
vecchie forme di produzione capitalistica.
Cosa possiamo fare per dare forza alle logiche che si contrappongono a tale
tendenza e costruiscono già forme altre di produzione, di lavoro, di
socialità?
Di questo e di altro parleremo il 25 settembre 2015 a MILANO
ore 9.30 – 17.00
Sala Cobianchi - Piazza Duomo, 19/a (angolo Via Silvio Pellico)
Programma
Mattina
Introduce: Amarildo Arzuffi
Seguono interventi di Pino Tripodi, Fabio Sebastiani, Edoardo Fleischner,
Matteo Gaddi, Michele Mezza, Fabio Del Papa, Luigi Capolupo, Maurizio
Dotti, Marco Trotta, Roberto D'Incau
Case History: interventi liberi di lavoratori, rappresentanti, esperti e
professionisti
Chiude la sessione mattutina: Maria Pia Pizzolante
Pomeriggio
Interventi di Giovanni Aliverti, Matteo Bolocan, Valter Casini, Stefano
Fassina, Irene Bregola, Giancarlo Albori, Giulia Ragonese, Jacopo Lanza
Conclusioni di Sergio Bellucci
organizza *Transizione Possibile *
pagina evento facebook: https://www.facebook.com/events/470960026407159/
*----------------------------------------------*
Le associazioni *Free Hardware Foundation, Fusolab, Linux Club Italia* e
*Netleft* promuovono una discussione aperta sul tema "*HACKERARE LA
POLITICA, SI PUO?*"
martedì prossimo 22 settembre, alle 18:00 presso lo spazio FUSOLAB Viale
della Bella Villa, 94, Roma
http://www.fusolab.net/come-raggiungerci
*"Hackerare” la politica, si può?*
Il digitale ha cambiato il mondo: ha cambiato il nostro modo di comunicare,
di relazionarci con gli altri, il modo di lavorare, di produrre e di
consumare, i nostri bisogni e la nostra stessa visione
della vita.
Sono tanti i giustificati allarmi che ci indicano che, quello che ci
aspetta, non sarà un futuro migliore, non necessariamente e non
probabilmente:
Facebook, Google sembrano colossi che in cambio di un servizio utile ci
tolgono l'anima ed il controllo delle nostre vite;
Uber, Airbnb, Amazon sembrano offrire merci e servizi a prezzi vantaggiosi
ma in cambio di condizioni di sfruttamento ed auto-sfruttamento sempre
peggiori.
La Sharing economy, se per un verso ci esalta proponendo un diverso modo di
lavorare, produrre e cooperare, dall'altro ci lascia perplessi per i suoi
rischi di poter costituire monopoli senza lasciare nessun controllo agli
utenti.
Ma è possibile modificare la piega della storia? È possibile per le
comunità di utenti, consumatori, produttori distribuiti rilanciare l'epopea
delle grandi imprese del mondo della rete, come è ed è stato per il
software libero, Linux e l'open source e per la più grande raccolta del
sapere umano come Wikipedia?
Come rilanciare gli spazi di libertà che il digitale ha aperto, le
cosiddette libertà digitali, basate sui valori della condivisione,
trasparenza, cooperazione, auto-organizzazione, solidarietà attiva?
Come fare in modo che la tecnologia rimanga libera e nella disponibilità
delle comunità di utenti e cittadini, affinché sia strumento di
emancipazione, progresso ed avanzamento della civiltà?
Sono domande ed istanze che devono necessariamente coinvolgere la politica,
oggi purtroppo poco consapevole e molto arretrata su questi temi, ad
ulteriore dimostrazione della sua degenerazione e del suo degrado.
In queste settimane, nel nostro paese, si è aperto un processo di
costituzione di una nuova forza politica che rappresenti la sinistra
(termine che un tempo assumeva in se’ il significato di un progetto
collettivo di liberazione dei più deboli, ma che oggi è diventato ambiguo,
degradato e degenerato):
ma che cosa significa sinistra oggi se non pone alla sua base i valori
della rete?
Come praticare democrazia partecipata senza condivisione e trasparenza?
Come proporre un nuovo modello di sviluppo, fondato su mutualismo e
sostenibilità, senza cooperazione e auto-organizzazione?
Come proporre una società più umana senza solidarietà attiva?
La politica che sta dalla parte di chi produce valore, direttamente o
indirettamente, di chi lavora, esplicitamente e implicitamente, di chi
nello stesso tempo consuma e produce, deve fare propri i valori della rete:
trasparenza, condivisione, cooperazione, auto-organizzazione, solidarietà
attiva sono i valori fondanti che necessariamente devono costituire la base
di una formazione che voglia ricostruire e ridare un senso alla parola
“sinistra”, che voglia praticare democrazia
partecipata, riducendo deleghe e promuovendo il protagonismo delle comunità
di cittadini.
Come per il software libero e l'open source, dove la libertà di condividere
diventa irreversibile per la particolare struttura delle licenze, occorre
fare in modo di inoculare nella politica i germi dei
valori della rete, per fare in modo che diventi poi impossibile, ed
intollerabile per chiunque, farne a meno.
Dobbiamo provare ad "hackerare" la politica!
Per parlare di questi temi ci vediamo per una chiacchierata, un
incontro/discussione tra associazioni, persone, appassionati e curiosi
impegnati, o semplicemente interessati, alle buone pratiche del nuovo mondo
in transizione, il 22 settembre alle 18:00.
*Free Hardware Foundation, Fusolab, Linux Club Italia,
Netleft-------------------------------------------------*
*•••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••*
comunicazioni: la newsletter di NETLEFT
web: www.netleft.it - mail: info(a)netleft.eu
pagina facebook: https://www.facebook.com/netleft?fref=ts
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*L'associazione NETLEFT intende rispettare la privacy dei cittadini,
seguendo le normative 675/96 e 196/2003 per la tutela della riservatezza
dei dati personali. Se questa ed altre comunicazioni risultano
indesiderate, chiedere la rimozione dalla mailing list, rispondendo al
mittente della mail, oppure inviando una mail a *
*info(a)netleft.eu <info(a)netleft.eu> o cancellandosi direttamente visitando
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Invito ad un incontro orizzontale e paritario tra associazioni, singoli,
appassionati delle tematiche della cultura libera, delle libertà digitali e
dell'open source "applicato" a tutta la società.
Le associazioni *Free Hardware Foundation, Fusolab, Linux Club Italia* e
*Netleft* promuovono una discussione aperta sul tema "*HACKERARE LA
POLITICA, SI PUO?*"
martedì prossimo 22 settembre, alle 18:00 presso lo spazio FUSOLAB Viale
della Bella Villa, 94, Roma
http://www.fusolab.net/come-raggiungerci
------------------------------------------------
*"Hackerare” la politica, si può?*
Il digitale ha cambiato il mondo: ha cambiato il nostro modo di comunicare,
di relazionarci con gli altri, il modo di lavorare, di produrre e di
consumare, i nostri bisogni e la nostra stessa visione
della vita.
Sono tanti i giustificati allarmi che ci indicano che, quello che ci
aspetta, non sarà un futuro migliore, non necessariamente e non
probabilmente:
Facebook, Google sembrano colossi che in cambio di un servizio utile ci
tolgono l'anima ed il controllo delle nostre vite;
Uber, Airbnb, Amazon sembrano offrire merci e servizi a prezzi vantaggiosi
ma in cambio di condizioni di sfruttamento ed auto-sfruttamento sempre
peggiori.
La Sharing economy, se per un verso ci esalta proponendo un diverso modo di
lavorare, produrre e cooperare, dall'altro ci lascia perplessi per i suoi
rischi di poter costituire monopoli senza lasciare nessun controllo agli
utenti.
Ma è possibile modificare la piega della storia? È possibile per le
comunità di utenti, consumatori, produttori distribuiti rilanciare l'epopea
delle grandi imprese del mondo della rete, come è ed è stato per il
software libero, Linux e l'open source e per la più grande raccolta del
sapere umano come Wikipedia?
Come rilanciare gli spazi di libertà che il digitale ha aperto, le
cosiddette libertà digitali, basate sui valori della condivisione,
trasparenza, cooperazione, auto-organizzazione, solidarietà attiva?
Come fare in modo che la tecnologia rimanga libera e nella disponibilità
delle comunità di utenti e cittadini, affinché sia strumento di
emancipazione, progresso ed avanzamento della civiltà?
Sono domande ed istanze che devono necessariamente coinvolgere la politica,
oggi purtroppo poco consapevole e molto arretrata su questi temi, ad
ulteriore dimostrazione della sua degenerazione e del suo degrado.
In queste settimane, nel nostro paese, si è aperto un processo di
costituzione di una nuova forza politica che rappresenti la sinistra
(termine che un tempo assumeva in se’ il significato di un progetto
collettivo di liberazione dei più deboli, ma che oggi è diventato ambiguo,
degradato e degenerato):
ma che cosa significa sinistra oggi se non pone alla sua base i valori
della rete?
Come praticare democrazia partecipata senza condivisione e trasparenza?
Come proporre un nuovo modello di sviluppo, fondato su mutualismo e
sostenibilità, senza cooperazione e auto-organizzazione?
Come proporre una società più umana senza solidarietà attiva?
La politica che sta dalla parte di chi produce valore, direttamente o
indirettamente, di chi lavora, esplicitamente e implicitamente, di chi
nello stesso tempo consuma e produce, deve fare propri i valori della rete:
trasparenza, condivisione, cooperazione, auto-organizzazione, solidarietà
attiva sono i valori fondanti che necessariamente devono costituire la base
di una formazione che voglia ricostruire e ridare un senso alla parola
“sinistra”, che voglia praticare democrazia
partecipata, riducendo deleghe e promuovendo il protagonismo delle comunità
di cittadini.
Come per il software libero e l'open source, dove la libertà di condividere
diventa irreversibile per la particolare struttura delle licenze, occorre
fare in modo di inoculare nella politica i germi dei
valori della rete, per fare in modo che diventi poi impossibile, ed
intollerabile per chiunque, farne a meno.
Dobbiamo provare ad "hackerare" la politica!
Per parlare di questi temi ci vediamo per una chiacchierata, un
incontro/discussione tra associazioni, persone, appassionati e curiosi
impegnati, o semplicemente interessati, alle buone pratiche del nuovo mondo
in transizione, il 22 settembre alle 18:00.
*Free Hardware Foundation, Fusolab, Linux Club Italia, Netleft*
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indesiderate, chiedere la rimozione dalla mailing list, rispondendo al
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