On Mar, 27 Ottobre 2009 8:29 pm, M. Fioretti wrote:
On Tue, Oct 27, 2009 20:07:12 PM +0100, Remo Tabanelli
wrote:
Sono (possono essere) OVVIAMENTE perplessità solo
TEORICHE dato
che io con queste tecnologie ci ho (in pratica e non in teoria)
connesso location e isole (sì quelle in mezzo al mare!) in
digital divide e con una certe base di utenza!
Allora per favore fornisci i link o, meglio ancora, racconta tutto
con tutti i particolari direttamente sul sito di
p2pfoundation.net...
Fornire un link? di cosa scusa ?
fornire (non qui o a me, a quel blog) un sommario di poche pagine che
descriva i fatti più rilevanti di quel servizio di connettività con
isole che hai menzionato. Non si può fare? Io solo questo suggerisco,
non di fare un corso universitario su una mailing list.
A parte questo, come **HO** scritto chiaramente nei link che ho già
fornito, io NON ho alcun dubbio sul fatto che si possano (e in vari
casi, si debbano) fare cose egregie con reti wireless, mesh o no.
Quello che non riesce a entusiasmarmi è solo l'idea che possano
sostituire su LARGA SCALA quelle cablate, soprattutto se fatte NON da
professionisti come te ma dal primo che passa, senza criterio o
pianificazione, e che quindi valga la pena di spingere per una
completa liberalizzazione prima di altre cose.
Francamente la liberalizzazione (che comunque ti piaccia o meno già c'è)
non implica (ne io lo ho mai sostenuto) che le reti vadano realizzate "dal
primo che passa" o da "non professionisti" al contrario le competenze che
occorrono sono (in ogni caso) almeno pari a quelle che occorrono per
realizzare reti cablate (anzi in molti casi ne occorono di più).
Non esistono "scorciatoie" alla competenza ma in compenso esiste
l'istruzione.
Non esistono concetti antitetici tra cablato e wireless esistono compiti e
ruoli diversi ed esiste da tempo la integrazione.
Un "operatore collettivo" frutto di una alleanza tra cittadini volontari e
associazioni non ha alcun bisogno di affidare velleitariamente le proprie
risorse e i propri sforzi al "primo che passa" può diventare una entità
tecnica e di gestione e può permettersi di condividere costi (del resto
significativamente inferiori a quelli offerti dal "mercato") e competenze
di alto profilo e diventare essa stessa fattore di crescita e formazione.
È un fatto organizzativo e di competenze (certo anche di competenze
diffuse) e di capacità e possibilità di scelta.
Ma questo è argomento lungo e non basta ne un blog ne una Ml.
(io ad esempio non credo affatto nei blog... anzi dirò di più non so
neppure con precisione cosa questa parola "blog" significa).
Ammesso e non concesso (beninteso) che le reti e i corsi sulle medesime si
facciano sui "blog".
In compenso credo nelle persone e in quello che fanno e sono state capaci
di fare... è una cosa che mi ha insegnato tanto tempo fa un signore che ho
conosciuto quando sono andato a Princeton .. l'anno era il 1979 e il
signore che mi ha stupito e commosso (e che ancora mi commuove) si
chiamava jonathan b. postel e senza di lui (e quelli come lui) oggi non
staremmo qui a scambiarci opinioni.
Tutto qui. Come dicevo, quello che effettivamente non mi convince è
già scritto nei link che ho dato. Se credi, cita passaggi specifici in
quelle pagine che non ti convincono e parliamone.
I passaggi che non mi convincono te li ho appena citati...
Tu parli di "ragazzini" e di cose che non c'entrano nulla con quanto
stiamo discutendo.
Parli di "sostituire" le reti cablate...
Tutte cose che nessuno con un minimo di realismo e buon senso ti direbbe
che sono da farsi.
Il wireless serve a altro, serve a infrastrutturare un territorio a dare
connettività in modo "ubiquitous" e solo in alcuni casi a superare il
digital divide (dove è troppo costoso arrivare con altro).
Il wireless va visto come quello che in realtà è una risorsa
territorialmente e socialmente utile non solo per "navigare" o connettersi
gratis ad un "hot spot" questa è una "vision tardo mediovale" o nella
migliore delle ipotesi "paternalistico feudale".
Il wireless è (e sarà in ogni caso inevitabilmente) una parte integrante
delle risorse di telecomunicazione e di sistema dei prossimi (molto
vicini) anni anche in questa ita(g)lietta piaccia o non piaccia.
Occorre solo decidere se i soli "players in campo" saranno solo e sempre i
soliti e se vogliamo e possiamo fare qualcosa di più e di meglio o se
stiamo a guardare (per poi piangere dopo).
Remo